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Visualizzazione dei post con l'etichetta INTERVISTE

[Intervista] AETHERNA

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Con Evathor gli Aetherna compiono un importante passo avanti nel proprio percorso artistico. Il nuovo album consolida la personalità della band, fondendo metal moderno, influenze progressive e rock alternativo in una proposta dal forte impatto emotivo e atmosferico. In questa intervista, i membri del gruppo raccontano la nascita del disco, il contributo della nuova cantante Tamara Secci e la direzione che intendono seguire in futuro. 1. Direste che Evathor rappresenta una semplice evoluzione del percorso iniziato con il primo album oppure un vero e proprio nuovo capitolo per gli Aetherna? Enzo Zappatore (Lead Guitar/Composer): Evathor è sicuramente un'evoluzione rispetto al primo album, ma, al contempo, segna una nuova identità della band e della nostra musica. Siamo più consapevoli degli obiettivi da raggiungere e di come intendiamo raggiungerli. 2. Il vostro sound unisce metal moderno, influenze progressive e aperture alternative. Quanto è stato importante trovare un equilibrio t...

[Intervista] DICK VAN DER HEIJDE

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Locked-In non è soltanto un concept album, ma il racconto musicale di una vicenda umana straordinaria. In questa intervista, Dick van der Heijde racconta come l'esperienza del suo ictus al tronco encefalico e della sindrome Locked-In si sia trasformata in un'opera che unisce autobiografia, rock progressivo e nuove tecnologie. Dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale come strumento creativo all'attenzione per la narrazione e la coesione musicale, emerge il percorso di un artista che ha saputo trasformare una delle prove più difficili della sua vita in un intenso progetto artistico. 1. "Locked-In" affonda le sue radici in una storia profondamente personale. Quando hai capito che la tua esperienza avrebbe potuto trasformarsi in un concept album? Subito dopo il mio ictus al tronco encefalico, nel 1991, quando avevo riacquistato un po' di lucidità mentale, ebbi la sensazione che in tutta quella vicenda ci fosse una storia che aspettava solo di essere ra...

[Intervista] ENIGMATIC SOUND MACHINES

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Gli ESM continuano ad affinare la loro visione artistica con Divided By One , un album in cui scrittura, produzione e atmosfera sono elementi inscindibili. Ogni scelta creativa, dalle prime discussioni concettuali fino alle armonie vocali finali, è stata pianificata con cura per ottenere un suono al tempo stesso potente e ricco di sfumature. In questa intervista, la band ci accompagna dietro le quinte della realizzazione del disco, raccontando il proprio metodo di lavoro in studio, la filosofia produttiva e le scelte tecniche e artistiche che hanno dato forma a una delle loro opere più ambiziose. 1. Quanto di Divided By One ha preso forma in studio piuttosto che durante la pre-produzione? Il nostro processo è sempre stato lo stesso. Discutiamo di un nuovo album prima ancora di aver preso in considerazione una sola nota. Decidiamo la direzione stilistica, così come gli elementi enigmatici che dovranno differenziare ogni disco dal precedente, in modo da creare nuove evoluzioni anziché co...

[Intervista] NIGHTSHADE - Architetti del caos cosmico

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Con il nuovo album " In Essence Divided ", i Nightshade confermano la loro vocazione per un progressive metal ambizioso, tecnico e ricco di sfumature. Tra strutture compositive elaborate, sintetizzatori analogici, influenze della musique concrète e un concept lirico ispirato ai miti della creazione dell'universo, la band svizzera ha realizzato un lavoro che richiede ascolti attenti e ripetuti. Abbiamo parlato con Thomas per approfondire il processo creativo, le scelte produttive e la filosofia che si cela dietro questo nuovo capitolo della loro carriera. 1. Come avete raggiunto un livello così elevato di precisione strutturale in "In Essence Divided"? Grazie per il complimento! Abbiamo lavorato a questo disco per un paio d'anni, iniziando praticamente subito dopo l'uscita di "Sounds Of Dark Matter" nel 2021. I brani hanno avuto il tempo di maturare e, infatti, abbiamo anche dedicato più di sei mesi al mixaggio e al perfezionamento della produzi...

[Intervista] VIA AD MORTEM - Sull'altare della Santa Muerte

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Con il loro debutto " Requiem I ", i Via ad Mortem si presentano come una realtà che va oltre i confini del semplice black metal. Tra spiritualità, ritualità e ricerca interiore, il progetto costruisce un immaginario fortemente legato all'esoterismo e al culto della Santa Muerte, elementi che permeano tanto la musica quanto la concezione artistica della band. Abbiamo parlato con loro di ispirazione, tradizione, gnosi e del significato che si cela dietro un'opera intensa e densa di simbolismi, cercando di comprendere meglio la visione che anima Via ad Mortem. 1. Il nome Via ad Mortem suggerisce già un’idea di passaggio, soglia, fine. È un progetto nato come concetto prima ancora che come band? Il progetto è nato in primo luogo da un'urgenza indefinita di creare, ma le idee da te citate aleggiavano già inespresse nella mente di ognuno di noi: se ne parlava, l'idea del passaggio, di oltrepassare le rovine per approdare a un oltre. Esprimerle poi in musica crediam...

[Intervista] 30 DENARI

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Con il loro ultimo album, i 30 Denari confermano una proposta artistica intensa e priva di compromessi, fondata su urgenza espressiva, tensione emotiva e uno sguardo critico sul presente. Un lavoro compatto e coerente che affronta temi come alienazione, rabbia e consapevolezza, senza rinunciare a una forte identità sonora. Abbiamo parlato con la band per approfondire la nascita del disco, il significato di “ Modern Era Working Class ”, il valore delle collaborazioni e il ruolo che la musica può ancora avere nel raccontare le contraddizioni del nostro tempo. 1. Dopo questo album, cosa definisce davvero l’identità dei 30 Denari? Per noi l’identità dei 30 Denari non è mai stata qualcosa di fisso o “definitivo”, e questo disco non fa eccezione. Se proprio dobbiamo individuarla, sta nel modo in cui continuiamo a muoverci tra tensione, fisicità del suono e urgenza espressiva, senza cercare scorciatoie o compromessi estetici. Dopo questo album, quello che ci definisce ancora di più è forse la...

[Intervista] FRUSTRATION

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I Frustration tornano con Vision Of Infinite Tortures, un lavoro che segna un’evoluzione decisa nel loro percorso, riportando in primo piano un death metal più diretto, violento e senza compromessi. Abbiamo parlato con la band per approfondire le scelte dietro al disco, il loro approccio alla composizione e la visione della scena attuale. 1. Con Vision Of Infinite Tortures avete fatto un ritorno deciso a un death metal più diretto e violento rispetto a The Dead City: è stata una scelta artistica o una necessità espressiva? Possiamo confermare entrambe le ipotesi: volevamo un sound diverso per il nuovo album, quindi ci siamo lasciati trasportare da ciò che avevamo utilizzato meno e da qui la scelta di focalizzarci su una componente death metal più presente. 2. Il disco è molto compatto, circa 30 minuti: preferite un formato breve e intenso piuttosto che un lavoro più articolato? Sì, preferiamo avere tracce più corte e dirette nelle nostre composizioni, in modo da non perdere l’attenzion...

Intervista ai NODE

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Abbiamo avuto il piacere di parlare con Gary D’Eramo, bassista dei Node, storica realtà del metal italiano, per approfondire i dettagli del loro ultimo lavoro Canto VII . Nel corso dell’intervista abbiamo toccato temi legati all’evoluzione del sound della band, al processo compositivo e al concept lirico che caratterizza questo nuovo capitolo. 1. Il vostro ultimo lavoro conferma un sound moderno ma radicato nel thrash: quanto è importante per voi mantenere questo equilibrio? Premetto che, in questi 32 anni di attività, ogni membro dei Node ha sempre portato le proprie influenze e i propri ascolti, mettendoli sul tavolo. L’integrazione avviene attraverso una continua ricerca negli arrangiamenti, cercando soluzioni che soddisfino tutti, magari riprendendo elementi già presenti nei lavori precedenti, sia nei riff che nel sound. Credo che questa sia la base della nostra identità forte. Mantenere questo equilibrio è fondamentale, anche a livello umano, visto che siamo quattro persone divers...

[Intervista] PATH OF SORROW

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Nel panorama metal contemporaneo, sempre più band scelgono di costruire veri e propri universi narrativi, dove musica e testi si intrecciano in modo indissolubile. Con Horror Museum , il progetto della band si spinge oltre il semplice concept album, trasformandosi in un’esperienza immersiva fatta di immagini, simboli e paure condivise. Abbiamo approfondito proprio questo aspetto, entrando nel cuore della scrittura lirica e del mondo che prende forma dietro ogni brano. 1. In Horror Museum ogni brano racconta un “orrore” diverso: come avete deciso quali emozioni o immagini esplorare? L’idea di base era quella di trasformare le paure della mente in qualcosa di concreto. Nel primo disco avevamo lavorato molto sulle paure più fisiche e istintive, mentre con Horror Museum volevamo entrare nella parte più mentale della faccenda. Ogni brano è come una stanza del museo: dentro ci trovi una paura diversa, un’ossessione, una fragilità. Non abbiamo fatto una lista a tavolino, è stato più un proc...

[Intervista] GABRIELS

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Gabriels torna con " Fist Of The Seven Stars – Act 5: The Final Conflict ", l’ultimo capitolo della sua metal opera ispirata a “Ken il Guerriero”. Dopo anni di lavori corali e narrativamente complessi, il progetto conferma la sua identità epica, teatrale e stratificata, con tastiere e arrangiamenti che guidano la storia e un cast di cantanti scelti con grande attenzione. In questa intervista, Gabriels ci racconta il dietro le quinte della saga, il processo creativo, la scelta dei musicisti e cosa aspettarsi dai prossimi atti. 1. “Fist Of The Seven Stars – Act 5: The Final Conflict” è il nuovo capitolo della tua metal opera. Come si inserisce questo disco nello sviluppo generale della saga? Rappresenta un momento di svolta nella storia oppure un ulteriore passo verso sviluppi futuri? Sicuramente di svolta, infatti è la fine della prima saga dell'opera. Lo scontro tra fratelli è finalmente giunto al termine e si decreta il vero successore della scuola di Hokuto dei 2000 an...