[Intervista] AETHERNA
Con Evathor gli Aetherna compiono un importante passo avanti nel proprio percorso artistico. Il nuovo album consolida la personalità della band, fondendo metal moderno, influenze progressive e rock alternativo in una proposta dal forte impatto emotivo e atmosferico. In questa intervista, i membri del gruppo raccontano la nascita del disco, il contributo della nuova cantante Tamara Secci e la direzione che intendono seguire in futuro.
1. Direste che Evathor rappresenta una semplice evoluzione del percorso iniziato con il primo album oppure un vero e proprio nuovo capitolo per gli Aetherna?
Enzo Zappatore (Lead Guitar/Composer): Evathor è sicuramente un'evoluzione rispetto al primo album, ma, al contempo, segna una nuova identità della band e della nostra musica. Siamo più consapevoli degli obiettivi da raggiungere e di come intendiamo raggiungerli.
2. Il vostro sound unisce metal moderno, influenze progressive e aperture alternative. Quanto è stato importante trovare un equilibrio tra questi elementi senza perdere una precisa identità musicale?
Giovanni "Joey" Del Giudice (Drummer/Composer): Trovare questo equilibrio è stato sin da subito il primo obiettivo della band. Sin dall'inizio, o quantomeno dal mio ingresso nella band, abbiamo percepito questa necessità ma, allo stesso tempo, posso dire che non è stato per nulla facile. Quando sono arrivato negli Aetherna ho conosciuto questi fantastici musicisti, che amavano il metal classico e avevano una forte aspirazione gothic. Io invece trasudavo alternative/nu metal a ogni colpo. Man mano che ci conoscevamo e aumentava la stima reciproca, oltre che l'affetto, c'è stato quel pizzico di fiducia e apertura nel voler vedere il risultato della libera espressione di ognuno di noi. Ne è nata una chimica esplosiva che oggi tutti potete ascoltare in Evathor.
3. L'ingresso di Tamara Secci alla voce è uno dei cambiamenti più significativi della storia della band. Quanto ha influenzato la direzione artistica di Evathor e il modo di concepire le nuove composizioni?
Band: Tamara sta completando al meglio un percorso non facile, iniziato molti anni fa. Lei ce la sta mettendo tutta per donare alla band la sua personalità e la sua passione, interpretando in modo ottimale tutte le sfumature del nostro nuovo album.
4. Quanto avete lavorato sulle linee vocali per valorizzare le diverse sfumature della nuova cantante, dalle parti più aggressive ai momenti più melodici?
Tamara Secci (Singer): È stato tutto molto spontaneo. In realtà, le linee vocali che avevo immaginato inizialmente hanno preso una direzione diversa durante le registrazioni. Mi capitava di cantarle in un modo e poi, una volta davanti al microfono, venivano fuori in maniera del tutto naturale, con sfumature diverse. Non è stato un lavoro studiato a tavolino per valorizzare determinate caratteristiche della mia voce: ho semplicemente seguito quello che il brano mi suggeriva in quel momento, lasciando che fossero le emozioni a guidarmi tra le parti più aggressive e quelle più melodiche.
5. Brani come Nemesis mostrano un lato più immediato della band, mentre altri episodi di Evathor hanno una costruzione più complessa e progressiva. Come nasce questo equilibrio tra accessibilità e ricerca?
Giovanni "Joey" Del Giudice (Drummer/Composer): Anche qui sarebbe figo dire che abbiamo fatto un minuzioso studio quantico sull'evoluzione dei suoni, ma così purtroppo non è, ahahahah. Per noi è come parlare. Raccontiamo delle storie, storie vissute nella nostra vita. E, come tutte le narrazioni, a seconda del tema vengono fuori sentimenti che variano il tono della voce. Così avviene con la nostra musica. Ci sono temi in cui emerge la rabbia e il desiderio di riscatto, come in Nemesis. Altri in cui si combinano decine di sensazioni e sentimenti, come in Bright Star e Thousand Lies. Questo equilibrio è quanto di più naturale ci sia al mondo. Siamo noi che ci raccontiamo.
6. La vostra musica sembra avere una forte componente cinematica e atmosferica. Quanto è importante per voi creare un mondo sonoro che accompagni l'ascoltatore oltre il semplice ascolto del brano?
Marco Di Marco (Bass): Le componenti cinematica e atmosferica nella musica, come è ben noto, rappresentano la capacità dei suoni di evocare immagini, spazi e profondità emotive. Tutto questo trasforma l'ascolto in un'esperienza multisensoriale, rendendo la musica capace di narrare storie, definire ambienti e guidare il flusso delle emozioni. Ecco, questo per noi non è importante, è fondamentale. Tutto il full-length Evathor vorremmo che fosse ascoltato in questo modo, non limitandosi al mero ascolto della musica, ma cercando di immergersi nell'atmosfera dei brani, percependo le emozioni che abbiamo messo in ogni canzone e che hanno creato un'ambientazione e una storia ben definite.
7. In Evathor emergono influenze che spaziano dal progressive metal al rock alternativo contemporaneo. Quali sono gli artisti o gli album che hanno maggiormente contribuito alla nascita di questo lavoro?
Band: Sicuramente Evanescence, Lacuna Coil, Megadeth e molte altre band hanno impresso, nel tempo e in ciascuno di noi, impronte indelebili che sono costanti fonti di ispirazione. Ma questa domanda richiederebbe una lunga risposta da parte di ognuno di noi.
8. La produzione del disco restituisce un suono moderno e molto curato. Quanto tempo avete dedicato alla ricerca dell'identità sonora definitiva dell'album?
Vittorio Davide Flumeri (Rhythm Guitar): Nella fase della produzione, grazie anche allo Studio Madhouse, tutto il nostro materiale è stato finemente lavorato per ottenere esattamente quello che volevamo, curando ogni dettaglio e sfumatura, finalizzati a un ascolto "multisensoriale". La cosa che ci ha riempito di orgoglio è stata vedere come questo processo non sia stato forzato o complesso, bensì sia avvenuto con naturalezza, come se ogni suono chiamasse a sé quello successivo.
9. Un brano come Faceless God sembra mostrare un lato più oscuro e introspettivo degli Aetherna. Quanto incidono le tematiche personali e psicologiche nella vostra scrittura?
Band: Incidono molto, semplicemente per il fatto che la nostra vita non è divisa in compartimenti stagni. Ogni nostro pensiero, avvenimento o dettaglio vissuto viene inevitabilmente inserito nella nostra arte, in quanto parte integrante della nostra vita. Faceless God ne è un esempio lampante, perché rappresenta una nostra profonda convinzione, nonché un monito verso l'esterno. Molti la intendono come fosse una blasfemia; per noi il solo e unico significato intrinseco della canzone è un monito nei confronti di chi non crede che il male sia ovunque, anche nei luoghi dove, per definizione, viene combattuto.
10. Dopo l'esperienza di Evathor, quali elementi del vostro attuale sound pensate di voler sviluppare maggiormente nel prossimo capitolo della band?
Enzo Zappatore (Lead Guitar/Composer): Tutto si evolve continuamente e abbiamo le idee abbastanza chiare su cosa comunicare e come comunicarlo. Sicuramente uno dei nostri obiettivi sarà quello di rendere più diretto il nostro messaggio. E posso dirvi che non dovrete attendere ancora molto per vedere cosa succederà...
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