[Recensione] ENTROPY "Dark Signs"
Full-length, Metal Zone Italia (2025) L’ordine è spesso una convenzione destinata a durare finché qualcuno non ne mette in discussione le fondamenta. In "Dark Signs", gli Entropy si muovono proprio lungo questa linea di frattura, esplorando ciò che accade quando le certezze si sgretolano e l’oscurità smette di essere una suggestione estetica per diventare una condizione mentale. Il risultato è un album che affonda le radici nel metal più ruvido, senza trasformare la tradizione in un rifugio nostalgico. Riff incisivi, tensioni ritmiche e aperture emotive convivono in un lavoro che punta sulla personalità, evitando tanto le scorciatoie quanto le rivoluzioni di facciata. Il titolo evoca presagi, segnali da decifrare, indizi di un disordine imminente. Eppure, più che annunciare una catastrofe, "Dark Signs" sembra interrogarsi sul momento in cui un equilibrio comincia a incrinarsi senza che sia possibile individuare con precisione il punto di rottura. L’entropia diventa ...