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[Recensione] PATH OF SORROW "Horror Museum"

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Full-length, Buil2Kill Records (2025) I Path Of Sorrow sono una formazione italiana attiva dal 2012 e che finora ha pubblicato solo due full-length, anche molto distanti tra loro a livello temporale. Nel corso degli ultimi anni la band ha dovuto affrontare diversi cambi di line-up, che si sono conclusi con l'ingresso di un terzo chitarrista. Dopo tutto questo la band, come molte altre in quel periodo, ha subito dei ritardi nella registrazione del qui presente "Horror Museum" a causa della pandemia da Covid-19, e quindi siamo arrivati ad avere finalmente questo loro secondo album nel 2025. Beh, meglio tardi che mai, anche perchè la qualità del disco parla chiaro e tutto ciò che si ascolta è evidentemente frutto di un lavoro meticoloso, a partire dalla produzione. La band parte da un melodic death metal di matrice svedese ma non si ferma lì, inglobando qualcosa dell'extreme metal più moderno, in stile Behemoth ad esempio, o anche ultimi Cradle Of Filth nel proprio sound...

[Recensione] CYRAX "Aeneis: Libri I-IV"

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Full-length, Broken Bones Promotion & Productions (2025) Con Aeneis: Libri I–IV i CYRAX scelgono di misurarsi con qualcosa di impegnativo e fuori dagli schemi: trasformare i primi quattro libri dell’Eneide in un racconto musicale strutturato, diviso in capitoli, pensato come parte iniziale di una trilogia più ampia. Pubblicato il 25 dicembre 2025, questo EP non è semplicemente un disco a tema, ma il primo frammento di un progetto narrativo esteso che ambisce a ricostruire in suono il viaggio di Enea, dalla distruzione di Troia alla ricerca di una nuova patria. La band milanese, da sempre difficilmente incasellabile, amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione. La base resta progressive rock/metal, ma il linguaggio si contamina apertamente: riff dal taglio metallico, nervature quasi punk, inserti dal gusto funk, accenni jazz e un gusto per l’intreccio ritmico che evita qualsiasi linearità prevedibile. È una miscela che non suona mai forzata, perché sostenuta da una forte coerenz...

[Recensione] DVM SPIRO "MMXXVI - Grave"

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Full-length, My Kingdom Music (2026) Secondo album per questa formazione torinese, legata con un filo abbastanza diretto ai Nihili Locus, in quanto le due band condividono alcuni componenti nelle rispettive line-up, oltre che la stessa label. E anche in questo caso parliamo di musica oscura, diversa da quella dei Nihili Locus. Il doom metal dei Dvm Spiro affonda le sue radici nei dettami più puri del genere, come i vari maestri del genere insegnano, ma ci sono molte parti acustiche che fanno la differenza, facendo sembrare questo come ""MMXXVI - Grave" come un album abbastanza vario, pur non uscendo dai ranghi del genere. La voce femminile che duetta con quella in growl maschile è un elemento anch'esso abbastanza abusato nel genere ma funziona bene per sottolineare anche i momenti più riflessivi, che sono tanti, che vanno ad alternarsi a quelli più energici. La prestazione di Valeria De Benedectis è infatto un elemento di spicco del disco, e se non ci fosse stata lei...

[Recensione] PAVIC "Live To Thrive"

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Full-length, Independent (2026) Originari di Roma, Italia, i PAVIC sono una band hard rock/metal guidata dal chitarrista e fondatore Marko Pavic. Ora tornano con un un nuovo album intitolato "Live To Thrive" e lo definiscono come "una dichiarazione di forza, passione e resilienza. Fondendo la potenza moderna con l’anima del rock classico. L’album rappresenta il lavoro più focalizzato e dinamico della band fino ad oggi. Ricco di riff potenti, melodie travolgenti e uno spirito positivo, Live To Thrive racchiude l’essenza di una band pienamente padrona del proprio suono". Il disco in effetti si presenta potente e davvero frizzante, a partire da una produzione senza sbavature e una band concentrata su un hard rock che potrebbe piacere a coloro che amano o hanno amato band come Alter Bridge, Avenged Sevenfold o Stone Sour. Inoltre ci sono dei piccoli accenni al rock alternativo post-2000, con vaghi riferimenti a Velvet Revolver, Godsmack e ultimi Bush. Pezzi come l'i...

[Recensione] DISEASE ILLUSION "Plastic Ocean"

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Full-length, Independent (2024) I melodic death metallers Disease Illusion tornano con un terzo album che convince a metà, sebbene la qualità media delle composizioni sia di alto livello, grazie ad una tecnica dei musicisti elevata ed a una capacità della band di sapersi distinguere da molti loro colleghi di genere. Questa band sembra aver fatto tesoro dell'evoluzione del genere degli ultimi due decenni circa e sembra anche aver incorporato nel loro stile un qualcosa di moderno che si traduce in passaggi di duro groove/gothic metal. Le tastiere e l'effettistica enfatizzano questo alone un po' decadente di quest'opera e ogni pezzo non gode di aperure "allegre", anzi...Sembra di ascoltare un connubio un po' improbabile tra dark wave, metalcore e melodic death metal. Ed è proprio qui che la band dimostra capacità e coraggio, ma anche limiti nel saper coniugare in maniera convincente queste varie sfaccettature del sound. Il tutto risulta un po' forzato e s...

[Recensione] DAWN OF A DARK AGE "Ver Sacrum"

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Full-length, My Kingdom Music (2025) Nove album in undici anni non sono uno scherzo. I Dawn Of A Dark Age, capitanati dal clarinettista e polistrumentista Vittorio Sabelli, sono una realtà ispirata e che ha sempre voglia di proporre la propria personale visione di suono, molto lontana da quella che il mercato rock e metal di solito impongono. La via scelta da Sabelli è in salita, ma sta dando grandi soddisfazioni in termini di qualità e innovazione. I Dawn Of A Dark Age sono sempre stati una formazione all'avanguardia, capace di fondere l'extreme metal con il progressive, il folk e altro ancora, e questo era venuto fuori con prepotenza in "Transumanza", uscito circa due anni fa, forse il disco che di più ha proiettato questa formazione nell'Olimpo del metal d'avanguardia estremo. Con questo nuovo "Ver Sacrum", i Dawn of a Dark Age rievocano tempi antichi, viaggi epici e atmosfere quasi meditative, L'approccio è simile per certi versi a quello di ...

[Recensione] AROTTENBIT "You Don’t Know What A Rework Is"

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  Full-length, Time To Kill Records (2025) Arottenbit è un artista italiano, poliedrico a dir poco, che non ama trincerarsi dietro generi di facile fruizione. Questa volta vuole superare ancora i propri orizzonti e invita una carovana di artisti e band per realizzare il successore di "You Don’t Know What Chiptune Is", che questa volta si intitola "You Don’t Know What A Rework Is" (un po' come "Load" e "Re-Load2...va beh, scherziamo).  Dalle parole stesse del mastermind di questo progetto apprendiamo che questo è " un disco completamente collettivo, in cui venti band italiane hanno riscritto i dieci brani del mio album nel loro stile. Dal drone al death metal, dal punk al flamenco: ogni pezzo è diventato qualcos’altro, un territorio sconosciuto dove la mia musica si è trasformata e moltiplicata ". La maggior parte delle registrazioni è stata fatta dallo studio mobile di Arottenbit, girando per tutta Italia per incontrare le band nelle lo...