[Intervista] DVM SPIRO
Dopo anni di crescita artistica e ricerca sonora, i Dvm Spiro tornano a sorprendere con il loro ultimo lavoro: "MMXXVI - Grave". Con questo disco, la band conferma la propria identità musicale raffinata e visionaria, intrecciando introspezione, sperimentazione e intensità emotiva, tutto in chiave ultra-doom. Nell’intervista di oggi, i DVM Spiro ci parlano del processo creativo dietro al nuovo album e dello sviluppo del loro sound, che continua a evolversi pur rimanendo saldamente ancorato al doom metal.
01. Ciao, presenta i Dvm Spiro ai nostri lettori, magari con una breve bio, tracciando i momenti salienti della vostra carriera.
R: DS è nato dopo la registrazione di Mors dei Nihili Locus, quando il nostro vecchio chitarrista decise di abbandonare la band. Eravamo rimasti solo in 3 in quel periodo, e dopo che lui lasciò Massimo ed io non ce la sentivamo di smetter si suonare. Avevamo entrambe l’idea di fare qualcosa di più funeral doom e così presi la chitarra e incominciammo a suonare un brano composto dal sottoscritto molti anni prima che fu effettivamente il primo pezzo dei DS, oltre i 60 minuti di musica. Decidemmo poi di provare a risentire Valeria (anche lei NL) che si unì volentieri al progetto. Cercando però una sonorità un po’ particolare, ritrovai Maurizio, un mio vecchio amico che si unì a noi. Finito il primo brano iniziammo a suonare brani che aveva composto Valeria, e per diversi motivi decidemmo di mantenere quella linea. Nacque così il primo disco. Poi Maurizio dovette partire per trasferirsi in Norvegia. Rimanemmo così in 3 e iniziammo a lavorare a Grave, che a differenza del primo disco è stato uno studio album, non studiato costruito e arrangiato in sala tutti insieme.
02. Che responso sta avendo il vostro nuovo album?
R: Ottimo direi, come anche il primo disco del resto. Non ne voglio fare un vanto: mi limito ad osservarne le recensioni e sentire le opinioni di chi lo ha ascoltato.
03. State facendo delle date di supporto a questo album?
R: no, siamo impegnati in altri progetti anche e DS non sarebbe facile portarlo dal vivo, in quanto siamo solo in 3 e gli strumenti sul disco sono tanti… avremmo bisogno di almeno altri 3 o 4 musicisti e tanto tempo del quale adesso non disponiamo. L’idea di portarlo dal vivo comunque la abbiamo. Se dovessimo mai ricevere grosse richieste o riuscissimo ad incastraci meglio con altri impegni, lo faremo volentieri.
04. "MMXXVI - Grave" cosa rappresenta per voi, dato che arriva dopo sette anni dal precedente "MMXIX - In Frigidvm Lectvm"? Ci sono stati molti cambiamenti tra i due dischi?
R: tra i 2 dischi è cambiato il mondo, a seguito della pandemia, e questo, nonostante sembri solo un lontano ricordo e non se ne parli quasi più, perché nel mondo stanno succedendo cose ancor più gravi, ci ha segnato molto ed ha avuto una forte impronta nella creazione di questo lavoro. Abbiamo scelto il nome Grave (in italiano attenzione , nulla a che vedere con la “tomba” inglese) proprio per sottolineare la pesantezza e drammaticità che hanno contribuito a cambiarci dentro vedendo il mondo con occhi diversi. I temi trattati sono sempre la vita e la morte, l’amore e l’odio ma in maniera più profonda e introspettiva rispetto al primo disco.
05. Come nasce di solito un vostro brano?
R: I brani li compone principalmente Valeria, poi alla realizzazione definitiva ci si lavora tutti insieme, in parallelo con strumenti virtuali e reali. C’è sicuramente una forte ispirazione di Valeria nella creazione dell’idea che poi cerchiamo tutti insieme di vestire al meglio.
06. Descrivi chi sei nella vita di tutti i giorni...
R: anche come lavoro rimango per lo più nel genere. Ho a che fare il metallo. Lo vendo. Ma quello per costruire le macchine, le lavatrici, i ponti ecc… Molto più pesante di quello che ascolto.
07. Quali band hanno giocato un ruolo importante per farti iniziare a suonare e quali ancora ti influenzano?
R: se parliamo degli inizi, non saprei neanche dire… mi è sempre piaciuta la musica, anche se ci ho messo un po’ a capire come affrontarla. Se invece parliamo della MUSICA, dopo Scream Bloody Gore nel 1987 ho capito quale fosse la mia strada. Mi sono sempre piaciuti il Doom e il Death, ancora di più se mischiati. Poi dopo qualche anno è arrivata la seconda ondata black metal che apprezzo molto ed ha dato un grosso contributo alla musica estrema.
08. Hai già qualche progetto nuovo in cantiere oltre i Dvm Spiro?
R: si… si inizia a parlare del terzo. Ci sono già dei brani a livello di struttura, ma devono essere sviluppati. Sarà diverso da Grave. Sono curioso anche io…
09. Come immagini i Dvm Spiro tra dieci anni o più?
R: a lavoro sul quarto disco, probabilmente, se non veniamo assunti da una mega label che ci dia un lavoro diverso da quelli attuali.
10. Il sogno nel cassetto per i Dvm Spiro?
R: la risposta alla domanda precedente potrebbe già essere di base una cosa positiva. Se proprio vogliamo esagerare potremmo strofinare la lampada e chiedere gloria e fama senza neanche lavorare. Scherzi a parte, e mi riferisco anche alla domanda 9: se riuscissimo a continuare a fare quello che ci piace, divertirci, stare bene ed essere felici, non chiedo di più. Il resto, anche se ambito, è superfluo.
11. Concludi come vuoi!
È stato divertente a rispondere ad alcune domande che uscivano un po’ dal soliti schemi. Grazie per il supporto e per questo spazio. Ascoltate Grave, non ve ne pentirete. Ciau.
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