[Intervista] MADVICE
I Madvice sono una delle più valide realtà di death metal melodico che la nostra Penisola possa vantare. Il loro secondo e ultimo album, intitolato "Under The Burning Sky" è una mazzata in pieno volto e non lascia dubbi su chi al memomento possa davvero prendere l'eredità dei grandi nomi del genere. Abbiamo parlato di un bel di cosette con Maddalena Bellini, chitarrista della band!
01. Ciao, presenta la band con poche parole.
Ciao a te ad ai lettori. I Madvice nascono quasi una decina d’anni orsono dalla volontà di Raffaele (bassista) e me di fare della musica più immediata e d‘impatto rispetto a quello che stavamo facendo precedentemente con i Nameless Crime. Si aggiunge in breve tempo il cantante Asator ed il tutto prende una forma più precisa e chiara.
02. Che responso sta avendo "Under The Burning Sky" da fan e addetti ai lavori? Pensi che stia ampliando il vostro pubblico?
Molto buono, direi. Pensiamo di aver fatto qualche passo in avanti, rispetto al disco d’esordio “Everything Comes to an End” e ci sembra che questo sia stato notato anche all’esterno. Sono state spese tante belle parole delle quali abbiamo fatto tesoro e che ci hanno dato la carica giusta per produrre quello che sta per diventare il nostro terzo disco. Di sicuro, ogni elemento promozionale contribuisce ad allargare la fan base.
03. I Madvice suonano dal vivo? E cosa volete trasmettere al pubblico?
La dimensione live è certamente quella che ci diverte di più e quella nella quale ci troviamo più a nostro agio. Ci piace portare qualcosa di diverso rispetto alle registrazioni, sono convinta che le due cose debbano essere differenti. Su disco ti puoi permettere di creare delle atmosfere che dal vivo non rendono, ma di sicuro l’impatto live è impagabile.
04. Parliamo dei testi di "Under The Burning Sky".
I testi, a differenza del resto del processo compositivo, vengono partoriti quasi esclusivamente da Asator, e rispecchiano, quindi, tutti i suoi stati d’animo e le sue visioni della vita, principalmente pensieri di disprezzo verso l’essere umano e per le condizioni ormai irreversibili che egli stesso è riuscito a creare.
05. Come nasce di solito un vostro brano?
Nei primi due dischi si è partiti quasi sempre da un lavoro “casalingo” di riff e preproduzione, da parte di Raff e me, che è poi stato girato agli altri due, ma nel disco che stiamo ultimando ora il processo è stato più di ensemble e di lavoro in sala prove.
06. Descrivi chi sono i Madvice nella vita di tutti i giorni.
Dei dannati che non riescono a staccare la spina dalla musica…
07. Quali band hanno giocato un ruolo importante per farvi iniziare a suonare e quali ancora vi influenzano?
Nonostante siamo incanalati in un genere musicale abbastanza definito ed estremo posso assicurarti che tutto ciò che produce note è una potenziale influenza! Per quanto mi riguarda, quelli che mi hanno cambiato la vita sono stati i Metallica, e tutt’ora mi guidano quando compongo cose.
08. Avete già qualche progetto nuovo in cantiere?
Come ti dicevo prima, stiamo ultimando il terzo disco e il video del primo singolo che ne precederà l’uscita. Oltre, ovviamente, a tutto un piano di promozione e live.
09. Come band, come vi immaginate tra dieci anni o più?
Più che come la immaginiamo, posso dirti come ci piacerebbe che andasse la cosa: continuare ad avere gli stimoli e le motivazioni per suonare ancora come se fosse oggi.
10. Il sogno nel cassetto per te e per voi in generale?
Quello di tutti i musicisti, credo: vivere di questo.
11. Concludete come volete!
Un grande ringraziamento a te per lo spazio e a coloro che ci stanno leggendo e sono arrivati fino alla domanda numero 11!
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