[Recensione] SFREGIO "Non Credo"
Full-length, Nadir Music
(2026)
Gli Sfregio arrivano al loro sesto album, “Non Credo”, con quasi vent’anni di storia sulle spalle e la solita, sana, voglia di non prendersi troppo sul serio. Nati a Genova nell’estate del 2008 da quattro amici e musicisti intenzionati a trasformare in musica tutto quello che gli capitava nella vita di tutti i giorni, gli Sfregio si sono costruiti negli anni un’identità ben precisa, riassunta perfettamente nell’autodefinizione di “Porno alcoholic thrash’n’roll”: un mix di punk sporco e potente, speed metal, riff veloci e una bella dose di rock’n’roll, condito da testi in italiano dissacranti, irriverenti e politicamente scorretti. Dal debutto “Zabbaglioni e Rock ‘n Roll” del 2009 a “Marcio nel Cervello” del 2011, passando per “Stronzi”, la reunion del 2021, “Fagioli e Sangria” e “Malmignotta”, la band ha attraversato praticamente tutto quello che si può attraversare nell’underground: concerti, trasferte, cambi di formazione, uno split, una reunion, sold out e una quantità considerevole di chilometri macinati. Un percorso che li ha portati dai palchi liguri fino ai club e ai festival europei, condividendo il palco con nomi importanti della scena italiana e internazionale. Nel 2024 è arrivato anche un lungo tour europeo di oltre cinquanta date, mentre il 2026 li vede annunciati al Tolminator Festival insieme a nomi come In Flames, Satyricon e Deicide. Insomma, “Non Credo” non è il disco di una band che deve ancora capire cosa vuole fare: è il nuovo capitolo di un percorso costruito con anni di esperienza, sudore, concerti e una notevole dose di faccia tosta.
“Non Credo” rappresenta una fase di maturazione e trasformazione, ma senza rinnegare quello che gli Sfregio sono sempre stati. Il titolo racchiude bene il concetto alla base del disco: il rifiuto delle verità preconfezionate, dei dogmi e di quei sistemi di pensiero che pretendono di dirci cosa dobbiamo pensare, in cosa dobbiamo credere e perfino come dobbiamo comportarci. Ma il “non credo” degli Sfregio non è un semplice “no” buttato lì: è piuttosto un invito a dubitare, a mettere in discussione e a costruirsi una propria identità. E naturalmente la band affronta il tutto a modo suo, evitando accuratamente qualsiasi rischio di diventare troppo seria. I testi sono infatti uno dei punti centrali dell’album: irriverenti, sfacciati, provocatori e volutamente politicamente scorretti, capaci di prendere di mira religione, società, moralismi, ipocrisie e assurdità della vita quotidiana. L’ironia diventa così un’arma vera e propria, utilizzata per scardinare quelle convinzioni che spesso ci vengono servite come verità assolute. Gli Sfregio non salgono in cattedra per spiegarti come devi pensare: preferiscono prenderti per il culo, provocarti e lasciarti con qualche domanda in testa. E forse è proprio questo il modo più efficace per parlare di disillusione senza trasformare un disco di thrash’n’roll in un trattato di filosofia.
Dal punto di vista musicale, “Non Credo” resta saldamente ancorato al mondo degli Sfregio: thrash metal, punk, hard rock e rock’n’roll vengono mescolati in un sound potente, sporco e diretto, fatto di riff aggressivi, ritmiche tirate e una forte componente istintiva. È un album che sembra avere il palco già incorporato, come se ogni pezzo fosse stato pensato per essere suonato davanti a un pubblico pronto a cantare, saltare e fare casino. Del resto il live è sempre stato il vero habitat della band, e la lunga storia degli Sfregio è fatta soprattutto di concerti e trasferte, fino alla reunion del 2021 con “All In”, il best of che ha celebrato il ritorno della formazione originale e che ha suscitato un entusiasmo enorme tra i fan. Da quella serata è nato anche il DVD “Sudore e Coglioni”, titolo che potrebbe tranquillamente riassumere una buona parte della filosofia della band. Poi sono arrivati l’EP “Due”, “Vino”, “Fagioli e Sangria” e “Malmignotta”, fino alla ristampa di “Zabbaglioni e Rock’n’Roll”, con quattro brani riregistrati e il videoclip dello storico “Racco nel casco”. Tutto questo bagaglio si riversa nel nuovo album, che non cerca di reinventare gli Sfregio da zero, ma piuttosto di rilanciare e rendere ancora più definita un’identità costruita in quasi vent’anni di attività.
Ad anticipare “Non Credo” è “Burqa Ma Donna”, un titolo che fa capire immediatamente che gli Sfregio non hanno intenzione di diventare improvvisamente una band diplomatica o politically correct. E in fondo è proprio questo il bello del disco: la maturazione non passa dalla perdita dell’irriverenza, ma dalla capacità di usarla con maggiore consapevolezza. “Non Credo” è un album che mette insieme esperienza, identità e rinnovamento, mantenendo intatta quella voglia di provocare che da sempre accompagna la band. Dietro le battute, le esagerazioni e i testi volutamente sopra le righe c’è una riflessione precisa sulla disillusione e sulla necessità di liberarsi dalle verità imposte, ma gli Sfregio scelgono di raccontarla con il loro linguaggio: diretto, sporco, ironico e senza troppi peli sulla lingua. Dopo quasi vent’anni, la band sembra quindi aver trovato un equilibrio ancora più solido tra il cazzeggio e la voglia di dire qualcosa.
“Non Credo” non vuole insegnare niente a nessuno e forse è proprio questo il suo punto di forza: ti provoca, ti fa sorridere, magari ti fa anche incazzare, ma soprattutto ti invita a non prendere nulla per buono. Perché se c’è una cosa in cui gli Sfregio sembrano credere davvero, è che ogni tanto una bella risata, un riff tirato e un sano “non credo” siano molto più utili di cento verità calate dall’alto.
M. Abominio
Tracklist:
1. Battezzata, go!
2. Ramadan
3. Salmo 119
4. Burqa ma donna
5. Dio Pop
6. Om Jay Gange Mata
7. Jesus Crüe
8. Fino a che son vivo
9. Non credo
10. Belzebù
Line-up:
Il Grinder - Bass
Ylme - Drums
Doc - Guitars
Dirty Seth - Vocals
Links:
Bandcamp
Spotify

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