[Recensione] ETHEREAL FLAMES "Myths And Legends Of Our Land"
Full-length, Sliptrick Records
(2024)
C'è un sottile confine tra il raccontare una storia e il trasformarla in un luogo da abitare. "Myths And Legends Of Our Land", ultimo lavoro degli italiani Ethereal Flames, sceglie senza esitazione la seconda strada, confezionando un disco che non rincorre la spettacolarità fine a sé stessa ma costruisce un immaginario coerente, profondamente radicato nel patrimonio storico e leggendario delle Marche.
Otto brani, nessun riempitivo e un concept che trova la propria forza nell'equilibrio tra narrazione e impatto sonoro. L'epicità non è mai ostentata: è una conseguenza naturale di arrangiamenti orchestrali che dialogano con riff solidi e melodie dal respiro cinematografico. Gli Ethereal Flames dimostrano di aver assimilato la lezione del symphonic metal europeo senza trasformarsi nell'ennesima copia dei grandi nomi del genere.
L'apertura con "Desperate Girl" introduce immediatamente l'approccio della band: linee vocali espressive, chitarre che alternano aggressività e aperture melodiche, mentre le orchestrazioni fungono da tessuto narrativo più che da semplice decorazione. È una scelta che accompagna tutto il disco, rendendo ogni composizione riconoscibile. Il cuore dell'album pulsa nei racconti dedicati alla "Battaglia del Metauro", alla "Sibilla Appenninica", alla "Casa Santa di Loreto", fino alle tragiche vicende della "Strega di Farneta" e di "Paolo e Francesca". La scrittura evita la didascalia storica e preferisce evocare immagini, trasformando ogni brano in un piccolo affresco sonoro.
Musicalmente il gruppo mostra una maturità sorprendente. Le chitarre lavorano spesso in funzione melodica, senza sacrificare peso e dinamica; la sezione ritmica sostiene con precisione cambi di tempo e crescendo orchestrali, mentre la produzione mantiene un equilibrio convincente tra componente metal e arrangiamenti sinfonici. È proprio questo il dettaglio più interessante: nessun elemento cerca di prevalere sull'altro. Tutto è finalizzato alla narrazione. Brani come "The Witch Of Farneta" e "The Queen Sibilla" rappresentano probabilmente il punto più alto del disco. Qui gli Ethereal Flames riescono a condensare atmosfera, tecnica e coinvolgimento emotivo, dimostrando una scrittura capace di evitare gli stereotipi del power sinfonico più prevedibile. Anche "Pilato's Lake", che chiude l'album, lascia la sensazione di aver completato un viaggio più che una semplice sequenza di canzoni.
Se proprio si vuole trovare un limite, è nella ricerca di una maggiore personalità timbrica: in alcuni passaggi emergono inevitabili richiami ai grandi interpreti del symphonic metal europeo. Tuttavia il forte legame con il folklore italiano rappresenta già oggi un elemento distintivo che permette alla band di costruire una propria identità, evitando l'effetto "fantasy generico" che spesso affligge produzioni analoghe.
"Myths And Legends Of Our Land" è un album che preferisce raccontare piuttosto che impressionare. Non vive di virtuosismi ostentati, ma di atmosfere, memoria e passione. Gli Ethereal Flames dimostrano che il metal può ancora essere uno strumento di divulgazione culturale senza perdere un grammo della propria energia.
Un disco sincero, elegante e sorprendentemente maturo, che trasforma miti e leggende italiane in materia viva attraverso un symphonic metal ricco di sfumature e personalità.
M. Interceptor
1. Desperate Girl
2. The Holy House
3. Metauro's Battle
4. Restless Knight
5. The Witch of Farneta
6. Two Sad Lovers
7. The Queen Sibilla
8. Pilato's Lake
Line-up:
Matteo Brillarelli - Bass
Thomas Mencarelli - Drums
Andrea Palmieri - Guitars (lead, rhythm)
Alessandro Binotti - Vocals, Guitars (lead)
Links:
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