[Recensione] VIA AD MORTEM “Requiem I: Through the Path Over The Ruins”
Full-length, Northern Darkness Records
(2026)
Ogni tanto dall’underground italiano salta fuori qualcuno che invece di rincorrere il Black Metal sterilizzato da plugin, trigger e pose da social decide di suonare ancora con il fango addosso. I Via ad Mortem appartengono a quella categoria lì. “Requiem I: Through the Path Over The Ruins” non reinventa nulla, non cambia le regole del gioco e soprattutto non ha nessuna intenzione di piacere a chi cerca il metal estremo confezionato per Spotify. E già questo, oggi, vale parecchio. Dietro il progetto ci sono Hiems Silens, Gibil e Santamuertero Sinister, tre nomi che sembrano usciti da una cantina umida del 1998 più che da una campagna marketing moderna, e fortunatamente il disco segue la stessa filosofia. Qui dentro si respira seconda ondata Black Metal da ogni poro: Spite Extreme Wing da una parte, Drudkh dall’altra, con quel misto di rabbia ferale e malinconia rituale che tiene in piedi tutta la struttura del lavoro.
La differenza è che i Via ad Mortem non sembrano interessati a fare gli intellettuali del nulla cosmico come certa scena pseudo-esoterica contemporanea, piena di simboli messi lì tanto per fare atmosfera. Qui la componente spirituale e necromantica sembra davvero sentita, anche quando il disco rischia di prendersi forse un po’ troppo sul serio. Ma meglio l’eccesso di convinzione che il vuoto totale di idee che gira oggi. L’inizio con “The First Steps Towards the Unknown” mette subito le cose in chiaro: droni oscuri, tensione malsana e poi via con tremolo gelidi e blasting senza troppe carezze. Il bello è che il disco sa anche rallentare quando serve. Non vive soltanto di aggressione continua, e infatti pezzi come “Muchita – Night in Lima” o “Into the Bardo” riescono a creare un’atmosfera quasi ritualistica senza cadere nel sonno cosmico in cui inciampano tante band atmospheric black.
Detto questo, qualche problema c’è. La durata pesa. Nove tracce così dense richiedono attenzione e in alcuni momenti la band indulge forse troppo nelle ripetizioni e nelle sezioni atmosferiche dilatate. Certi passaggi avrebbero beneficiato di qualche taglio netto invece di trascinarsi volutamente nella nebbia per minuti interi. Anche la produzione, per quanto coerente con il suono ricercato, a volte impasta eccessivamente le chitarre sacrificando dettagli che avrebbero meritato più spazio.
Ma sinceramente? Meglio un disco sporco, vivo e imperfetto che l’ennesimo clone lucidato a specchio senza anima. “Requiem I: Through the Path Over The Ruins” ha carattere, ha visione e soprattutto ha quella sensazione di autenticità che ormai nel Black Metal contemporaneo sembra quasi diventata un difetto. I Via ad Mortem guardano indietro invece di inseguire trend inutili, e nel farlo tirano fuori un debutto che magari non sarà impeccabile, ma lascia il segno molto più di tanti album tecnicamente perfetti e spiritualmente morti dopo due ascolti.
Northern Darkness Records riparte con un disco che odora di rovina, cenere e devozione sincera al genere.
M. Interceptor
1. The First Steps Towards the Unknown
2. Through the Path…
3. Worshipper of Death
4. Muchita – Night in Lima
5. Into the Bardo
6. Voragine di luce
7. …over the Ruins
8. Rib for a Rib
9. The Grace of Gnosis
Line-up:
Gibil – Drums
Hiems Silens – Guitars, Bass
Santamuertero Sinister – Vocals, Keyboards
Links:
Bandcamp

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