[Recensione] GABRIELS "Fist of the Seven Stars Act 5 - The Final Conflict"


Full-length, Broken Bones Promotion & Productions
(2026)

Mettiamola così: Fist Of The Seven Stars: Act 5 – The Final Conflict non è il classico disco metal che schiacci play e via. Qui siamo dentro a una mega saga musicale che il progetto Gabriels, guidato dal tastierista Gabriele Crisafulli, porta avanti da anni pescando a piene mani dall’universo di Hokuto no Ken — quello che da noi è diventato il mitologico Ken il Guerriero. Quindi sì: qui c’è la storia, i personaggi, i drammi, i colpi di scena. Ma soprattutto c’è tanto metal melodico fatto con il cuore e con una bella dose di nostalgia anni ’80. Sembra uscito da un’altra epoca (e non è un difetto).

La prima cosa che salta all’orecchio è chiarissima: questo disco suona come se fosse stato inciso nel 1988. Tastiere grosse come palazzi, ritornelli super melodici, atmosfere epiche e quel tipo di arrangiamenti che oggi quasi nessuno osa più fare. E la cosa divertente è che funziona. Eccome se funziona. Le tastiere sono ovunque — ma nel senso buono — e costruiscono tutto l’ambiente sonoro. Non fanno solo da contorno: sono proprio il motore del disco. Sopra ci si infilano chitarre belle melodiche e assoli che strizzano l’occhio all’hard rock classico. Insomma, se ami l’AOR e il metal melodico di scuola ottantiana, qui ti senti a casa dopo trenta secondi.

Essendo una metal opera, non c’è un solo cantante ma un vero e proprio cast. Tra quelli che spuntano fuori troviamo gente come Roberto Tiranti, Dave Dell'Orto e Wild Steel. Ognuno interpreta un personaggio e questo rende l’ascolto molto più teatrale. In pratica non sembra solo un disco: sembra quasi un musical metal con guerrieri, drammi e scontri epici. Anche le chitarre non stanno certo a guardare. In mezzo al marasma troviamo gente come Tommy Vitaly e Antonello Giliberto, che quando devono tirare fuori l’assolo lo fanno senza troppi complimenti.

Questo è il classico disco dove i ritornelli ti restano in testa senza dover fare sforzi. Brani come “Now I Know Your Name” o la doppia “Sweet Devil’s Eyes” hanno proprio quel gusto melodico da vecchia scuola che oggi si sente sempre meno. E poi c’è la title track “The Final Conflict”, che arriva con il suo bel crescendo epico e un assolo che fa il suo sporco lavoro come si deve. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, il disco ogni tanto salta un po’ da uno stile all’altro: power, AOR, prog… tutto molto bello, ma a tratti sembra quasi una compilation della saga più che un capitolo super compatto. E poi diciamolo: se uno non ama quel profumo di anni ’80 bello forte, rischia di trovarlo un po’ troppo nostalgico.

Alla fine “Fist Of The Seven Stars – Act 5: The Final Conflict” è un disco fatto con entusiasmo, passione e tanta voglia di raccontare una storia. Non è il classico album metal moderno super patinato: è più un viaggio nostalgico dentro il metal melodico di una volta, con tastiere gigantesche, melodie epiche e un taglio quasi cinematografico. E la cosa interessante è che non chiude affatto la saga: è solo un altro capitolo di una storia che continuerà nei prossimi lavori. Se ti piacciono AOR, metal melodico e concept album belli ambiziosi, qui c’è parecchio materiale con cui divertirsi. E soprattutto c’è una cosa che oggi non è così scontata: un disco con personalità e voglia di esagerare un po’.

M. Abominio

Tracklist:
1) No one can stop me
2) For the last general
3) Now I know your name
4) Me before you
5) Only one
6) Real love is forever
7) The last secret
8) Sweet Devil’s eyes act 1
9) Sweet Devil’s eyes act 2
10) Whisper your voice
11) The Final conflict
12) Together again
13) Asunaki Tabi

Cast Of Characters:
Fudo: Dave Dell’Orto
Julia: Tsena Stefanova Kercheva
Ken: Wild Steel
Raoul: Antonio Pecere
Ryaku: Fabio Carmotti
Yuza: Roberto Tiranti
Tou: Monica Marozzi

Line-up:
Gabriels: All keyboards

Drums:
Brantley Rogers

Guitars:
Davide Perruzza:
Dr. Viossy
Antonello Giliberto
Tommy Vitaly
Glauber Oliveira
Emanuele Alessandro
Patrick Fisichella
Frank Caruso

Bass:
Maletoth
Adrian Hansen

Links:
Bandcamp
Facebook
Homepage
Myspace
Spotify

 

Commenti

Post popolari in questo blog

[Recensione] INFECTION CODE "Culto"

[Intervista] DRAMANDUHR

[Recensione] DIMITRY "The Revolution Of Evolution"