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Visualizzazione dei post con l'etichetta 30 DENARI

[Intervista] 30 DENARI

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Con il loro ultimo album, i 30 Denari confermano una proposta artistica intensa e priva di compromessi, fondata su urgenza espressiva, tensione emotiva e uno sguardo critico sul presente. Un lavoro compatto e coerente che affronta temi come alienazione, rabbia e consapevolezza, senza rinunciare a una forte identità sonora. Abbiamo parlato con la band per approfondire la nascita del disco, il significato di “ Modern Era Working Class ”, il valore delle collaborazioni e il ruolo che la musica può ancora avere nel raccontare le contraddizioni del nostro tempo. 1. Dopo questo album, cosa definisce davvero l’identità dei 30 Denari? Per noi l’identità dei 30 Denari non è mai stata qualcosa di fisso o “definitivo”, e questo disco non fa eccezione. Se proprio dobbiamo individuarla, sta nel modo in cui continuiamo a muoverci tra tensione, fisicità del suono e urgenza espressiva, senza cercare scorciatoie o compromessi estetici. Dopo questo album, quello che ci definisce ancora di più è forse la...

[Recensione] 30 DENARI “Kindly Plotting For Riot”

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Full-length, My Kingdom Music (2026) Il dark electro, quando funziona, è una cosa semplice e sporca: una festa in una cantina umida con le luci storte, un po’ di ironia malata, sintetizzatori che sembrano usciti da un B-movie e gente che balla mentre finge di non avere paura. È un genere che vive di equilibrio precario tra il ridicolo e il disturbante. E proprio per questo è facile sbagliare tutto. I 30 Denari ci provano con “Kindly Plotting For Riot”, e il risultato è un cortocircuito. Dentro ci sono idee, c’è gusto per l’atmosfera, c’è anche una certa identità che si intravede tra le pieghe. Si sentono influenze che arrivano da lontano — post-punk ossessivo, ombre gotiche, industrial abrasivo — ma anche una tensione più moderna, quasi narrativa. Il problema è che tutto questo non si organizza mai in qualcosa di coerente. Il disco sembra voler essere serio a tutti i costi. Troppo serio. Dove il dark electro dovrebbe essere un po’ teatrale, un po’ ironico, un po’ sbilenco, qui diventa ...